Agevolazioni fiscali con la cedolare secca

Agevolazioni fiscali con la cedolare secca

Fra le agevolazioni fiscali messe in atto dal governo, ne esiste una che ha lo scopo di aumentare il numero di contratti di locazione residenziale. E’ la nota cedolare secca, che ogni privato che affitta immobili deve conoscere. Spesso infatti risulta vantaggiosa, a patto di valutare con attenzione il singolo caso. Ecco le cose che bisogna sapere prima di scegliere.

Che cos’è la cedolare secca e i suoi vantaggi

Vantaggi della Cedolare SeccaSi tratta di un tipo di tassazione applicabile ai contratti di locazione a canone libero e canone concordato. Nata nel 2011, col tempo ha subito qualche piccolo ritocco. Richiede che l’immobile appartenga a una o più persone fisiche e che venga adibito a uso abitativo. Le imprese, le attività professionali e gli esercizi commerciali quindi sono esclusi. Quanto alle categorie catastali dei fabbricati da locare, devono trovarsi nella fascia A1-A11, con eccezione dell’A10, non ammessa.
Le caratteristiche più vantaggiose in termini di agevolazioni fiscali sono:

  • l’essere un’opportunità e non un obbligo (qualche volta non è la scelta migliore);
  • la sostituzione delle imposte “tradizionali”: IRPEF, addizionali regionali e comunali, imposte di registro e di bollo (tranne quelle dovute per un’eventuale cessione del contratto);
  • aliquota fissa (ossia non calcolata sul reddito) del 21% in caso di contratti a canone libero;
  • aliquota fissa del 10% in caso di locazione a canone concordato per il 2017. Dal 2018 sarà del 15%, salvo proroga;
  • applicabile anche a contratti turistici (con aliquota del 21%) e transitori (nei Comuni ad alta tensione abitativa o carenti di alloggi).

Com’è facile dedurre, le agevolazioni fiscali sono maggiori per chi possiede un alto reddito.

Svantaggi Cedolare SeccaGli svantaggi da considerare nella valutazione dell’imposta fissa

  • Accanto ai pro, non mancano dei contro da considerare. Abbiamo detto, infatti, che questo tipo di regime di tassazione non è sempre l’opportunità più proficua.
    In proposito c’è da considerare che scegliendo l’imposta fissa:
  • non è ammesso aumentare il canone, nemmeno in rapporto all’indice Istat;
  • non permette detrazioni fiscali né deduzioni;
  • l’aliquota è calcolata sul 100% del canone annuale.

Sull’ultimo punto, c’è da notare che invece l’aliquota è calcolata invece sul 95% nei contratti di locazione a canone libero.
Il canone concordato dal canto suo consentirebbe, senza cedolare secca, un’ulteriore detrazione del 30%.

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